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Valle dei Templi - Agrigento

Il percorso archeologico è un viaggio nel tempo lungo sentieri e paesaggi infiniti. Invita il turista ad inoltrarsi e ad ammirare i suggestivi resti delle gloriose civiltà del passato. La Valle dei Templi di Agrigento, dichiarata dall'U.N.E.S.C.O. nel 1997 patrimonio dell'umanità, rappresenta la testimonianza più sublime della civiltà greca in Sicilia. Lo sguardo si posa sui meravigliosi ruderi del tempio di Castore e Polluce e del tempio di Giunone o sull'imponenza architettonica del Tempio della Concordia. II mito narra che l'antica Akragas venne fondata da Agragante figlio di Giove e della ninfa Asterope. Secondo il racconto dello storico Tucidide, la città venne fondata nel 580 a.e. da un gruppo di abitanti di Gela provenienti da Rodi e Creta. Dieci anni dopo la fondazione ha inizio la tirannide di Falaride (570-554 a.e.), successivamenlc sotto il governo di Terone (488-472 a.c.) la città conosce il suo massimo periodo di splendore, caratterizzata da una grande fioritura artistica. Sconfitta e rasa al suolo nel 406 a.c. dai Cartaginesi, la città viene ricostruita a metà del IV sec. a.c da Timoleonte e a questo periodo risale la costruzione del quartiere ellenistico-romano. Nel 210 a.c. i Romani conquistano Akragas e ne modificano il nome in Agrigentum. Al V sec. risale la costruzione dei numerosi templi lungo la valle. La maggiorparte degli edifici, dopo la distruzione del 406 a.c, fu riedificata dai Romani nel I sec. a.c. Di grande importanza sono i resti del Tempio di Zeus Olimpio eretto in onore di Zeus dopo la vittoria sui cartaginesi (480 a.c.) ad Miniera. Era uno dei più grandi templi dell'antichità. Si trattava di un tempio dorico nel cui colonnato erano intervallate colossali ligure di giganti detti Telamoni una dei quali è conservato al Museo Archeologico Regionale. Al V sec. a.c. appartiene anche il Tempio di Castore e Polluce dedicato ai due gemelli figli di Zeus e Leda. Del magnifico edificio anche questo in stile dorico restano solo quattro colonne e una parte della trabeazione. Sulla destra rimangono i resti di un santuario in cui veniva compiuto il rito delle Tesmoforie dedicato alle divinità ctonie Persefone e Demetra. L'elegante Tempio di Eracle (Ercole) secondo le testimonianze di Cicerone e Tito Livio fu dedicato al semidio figlio di Zeus e Alcmena. Edificato negli ultimi anni del VI sec. a.c, è il più antico della valle. Del tempio restano le suggestive otto colonne in stile dorico rastremate verso l'alto. 11 Tempio della Concordia del 430 a.c è l'unico giunto nella sua integrità, ciò permette di apprezzare in pieno la sua eleganza ed imponenza. Rappresenta la transizione tra la forma arcaica e la classica. Notevole la presenza nel fregio di triglifi e metope non ornate da bassorilievi così come il frontone testimonianze dell'eccellenti maestranze locali. E' ignota la divinità a cui fosse dedicato, probabilmente ai Dioscuri o a Demetra. Il nome Concordia deriva da un'iscrizione latina ritrovata nelle vicinanze. Nel VII sec. il tempio viene trasformalo in basilica cristiana dedicata ai SS. Pietro e Paolo, restituito nel 1788 alle forme primitive. Situata nei pressi del Tempio della Concordia, la necropoli paleocristiana del IV-V sec. presenta sepolture a loculo e ad arcosolio. Sull'estremità della collina rivolto ad est, si trova il Tempio di Giunone Lacinia eretto intorno alla metà del V sec. a.c, dedicato a Giunone figlia di Saturno e Rea e protettrice del matrimonio e del parto. Il Tempio di stile dorico fu incendiato nel 406 a.c. Si conserva il colonnato parzialmente risollevato nel 900, all'interno rimangono le colonne del pronao e dell'opistodomo (locale posteriore destinato a conservare gli arredi del tempio e le offerte dei fedeli) ed il muro della cella dove anticamente era custodita la statua della divinità. Vicino ad esso si conserva l'altare del tempio in cui si svolgevano i sacri riti in onore della divinità. 

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